patrizia leuzzi stylist le storie di un corpo

Appunti di una fashion stylist: quando il Girl Power dà una marcia in più

Sulla maternità e su quante storie può raccontare un corpo, se si impara ad ascoltarlo. Patrizia Leuzzi, Fashion Stylist di ELLE Italia, ci racconta i retroscena del suo lavoro e che lavorare con le donne è “come lavorare con un’orchestra”, dove ciascuna riesce ad armonizzarsi con le altre in vista di un obiettivo comune

“Nel mio lavoro lavoro tanto a contatto con i corpi”. Esordisce così Patrizia Leuzzi, Fashion Stylist di ELLE Italia, che abbiamo incontrato mentre sta rientrando al lavoro dopo la sua prima maternità. Un nuovo capitolo della storia della vita di una donna in cui – si riesce facilmente a immaginare anche se non ci si è passate – naturalmente il corpo cambia e con esso cambia anche il modo in cui veniamo percepite dalle altre persone, il modo in cui occupiamo lo spazio, fisico, quando la pancia cresce, ma anche sociale, quando, di colpo, il nostro corpo risulta “interessante”.

Con Patrizia, che nel suo lavoro seleziona abiti e accessori per creare look in grado di valorizzare i corpi delle persone, parliamo proprio di questo: di corpi, di corpi che raccontano storie e di come funziona quella tensione continua tra immagine e apparenza, tra realtà e sogno, che rende efficace uno styling. “La moda spinge a cercare il bello dovunque. Ti proietta ogni volta in un mondo nuovo, ti racconta storie di posti magici sparsi per il mondo e di nuove idee, senza aver necessariamente bisogno di parole”. Quella di Patrizia Leuzzi è la settima storia di Talea, il progetto editoriale di Vite Storie di Vino e di Donne che racconta belle storie per rifiorire.

Come riesci a capire in che modo valorizzare il corpo che hai di fronte, così che possa raccontare la sua storia?

“Ho imparato che spesso i corpi parlano in silenzio“, ci dice Patrizia “possono raccontare storie felici, ma anche avere segni che non parlano affatto di felicità. Sicuramente sono lo specchio dell’anima e dicono tanto sulle esperienze che hanno attraversato e che li hanno segnati. Penso spesso che, non avendone uno di riserva, un corpo vada nutrito in tutti i sensi“. La storia che racconta un corpo, secondo Patrizia, parte dagli occhi. “In tanti anni, ho imparato che gli occhi non mentono mai e raccontano davvero tanto, anche quello che a volte vorremmo nascondere. Subito dopo (grazie alla mia miopia cronica), ho sviluppato una grande capacità olfattiva e faccio sempre molto affidamento su quello che mi racconta l’odore di una persona“. Esattamente come quando si degusta un vino, che si parte prima da quello che si vede nel bicchiere – il colore, il modo in cui la luce gioca con il liquido, la consistenza – e poi quello che si sente, prima con il naso – sa di fiori? sa di frutta? sa di sale, di bosco o di mare? – e solo alla fine con la bocca.

“La mia regola d’oro quando devo individuare lo styling giusto per la donna che ho di fronte è fare ricerca, sognare, immaginare e ancora ricercare“, nella ricerca costante dell’equilibrio tra ascolto e immaginazione. A partire dal corpo.

Sei da poco diventata madre: che cosa ti ha insegnato il tuo corpo che si è trasformato durante la maternità?

“Da quando sono stata catapultata in questo, per me nuovo, ruolo di madre, mi sento la responsabile full time di un cucciolo d’uomo bisognoso di cure costanti. E l’ansia da prestazione è stata una costante”, ci racconta Patrizia, che si trova nel pieno di quella delicata fase di transizione, in cui, dopo aver fatto esperienza di cosa significa diventare madre, ora sta riprendendo nuovamente il ruolo sociale della donna lavoratrice. In questo periodo, i suoi sogni sono rivolti al piccolo arrivato da poco “Sogno di potermi sentire sempre all’altezza delle sue aspettative”.

Che sogni hai invece per tuo figlio,?

Prima che nascesse, Patrizia ci confida di aver pensato spesso a cosa avrebbe sognato per lui. “Temevo di non potergli promettere in futuro dei sogni all’altezza dei suoi desideri”, ci confida. Ma, ora che da qualche mese ha travolto le sue giornate con i suoi bisogni e la sua dolce simpatia ha le idee molto più chiare: “Mi ripeto spesso come un mantra che il mio più grande sogno – che però resta al tempo stesso la mia più grande paura di non riuscirci – è quello di riuscire a donare al mondo un animo gentile, un uomo che ama e rispetta le donne e la vita“. Essere madre di un maschio oggi è davvero una grande responsabilità. In questo senso, cosa sogni per le donne che ti capita di incontrare? “Sogno che le donne possano trovare la loro strada e scegliere il lavoro dei loro sogni. Sogno davvero che possano uscire e vivere, vivere senza paura, realizzarsi e ridere sorseggiando sempre un calice di buon vino“.

Patrizia, che come stylist di un magazine femminile lavora moltissimo con le donne, ha molto da dire su questo. “Lavorare con le donne è come stare in un’orchestra, in cui tutti i suoni trovano naturalmente la giusta collocazione, come in un concerto da ricordare. Oltre a orientare le proprie visioni in vista di un obiettivo comunque” aggiunge “le donne sono accomunate solitamente anche dalla caparbietà nel portare a termine i progetti e da un inarrestabile entusiasmo. Il Girl Power ci dà sempre una marcia in più”.

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