Cristina Mercuri prima donna Master of Wine italiana durante una degustazione professionale

Perché siamo contente per la nomina di Cristina Mercuri a prima Master of Wine italiana

Un traguardo che cambia la rappresentatività di genere nel mondo del vino

Da due giorni la notizia che Cristina Mercuri è la prima donna italiana a diventare Master of Wine popola tutti i nostri feed, con buona pace delle Olimpiadi, del Fantasanremo e della neve in Oltrepò. Ci siamo emozionate anche noi nel vederla apprendere la notizia al telefono in lacrime di gioia, nel salotto di casa, circondata dalle persone che le vogliono bene. Raggiungere un traguardo dopo tanti anni di studio, è sempre bellissimo. Farlo come prima donna italiana, come ha detto anche Mercuri stessa, “è da medaglia d’oro”.

Perché la nomina di Cristina Mercuri a Master of Wine è una notizia che riguarda tutte

Quando una donna (e, attenzione, non #unadonnaacaso, perché Mercuri questo traguardo l’ha raggiunto studiando e superando ben tre esami) è la prima a fare qualcosa, non sta solo vincendo una sfida personale: sta aprendo una porta anche per tutte le altre. La nomina di Cristina Mercuri come prima donna Master of Wine italiana è questo: un segnale potente di rappresentatività. Perché se fino a ieri quel titolo poteva sembrare un club esclusivo per uomini – i Master of Wine italiani fino a ieri erano tre maschi e i due terzi dei Master of Wine a livello internazionale sono uomini – oggi ha un volto diverso.

Secondo lo studio sull’importanza dei role model femminili di Beaman, Duflo, Pande e Topalova, pubblicato su Science ormai nel lontano 2012, quando le donne assumono ruoli di leadership o di rilievo, questo cambia la percezione di tutte le altre. In altre parole, vedere una donna in ruoli fino a quel momento a esclusivo appannaggio maschile rende più concreto ciò che le ragazze immaginano possibile per sé. E quando cambia l’immaginario, anche il mondo inizia a cambiare in uno scambio virtuoso: più ragazze, professioniste, comunicatrici, enologhe e appassionate possono pensare “posso farlo anch’io”.

Cristina Mercuri Master of Wine italiana role model femminile nel settore enologico

Come si diventa Master of Wine: un percorso tosto (e molto selettivo)

Diventare Master of Wine è un percorso lungo a livello internazionale. I gradi sono tre scanditi da esami anche molto complessi che mirano a testare la profonda conoscenza del vino e delle tecniche produttive e di degustazione: il primo prevede un esame con degustazione alla cieca e un saggio; il secondo si compone di quattro giorni di prove tra degustazioni e esami scritti; il terzo, quello finale, è una tesi di ricerca che viene valutata da una commissione specializzata. Nel mondo, a febbraio 2026, i Master of Wine attivi sono 422, di cui solo un terzo sono donne.

“Ora possiamo urlare più forte!”

Cristina Mercuri si è approcciata al percorso con la stessa disciplina e determinazione che l’hanno resa avvocata più di dieci anni fa, quando ha scelto di lasciare la carriera legale in uno studio internazionale per dedicarsi al vino. Ci è capitato di incontrarla qualche mese fa alla presentazione di un cantina al femminile che stava aprendosi alla produzione di vini dealcolati: con lei abbiamo parlato di come le sfide nel mondo del vino oggi siano molteplici e di come le donne possono trovare in queste nuove tendenze degli spazi per dire la propria e portare la propria visione. Siamo contente del suo risultato perché può ispirare tante altre a intraprendere strade che finora non avevamo considerato. E siamo curiose di vedere dove ci porterà il prossimo futuro. Con lo stesso spirito che lei stessa, il giorno della sua nomina, ha rinnovato dicendo: «Ci hanno sempre detto di stare al nostro posto… da oggi possiamo urlare più forte». Ecco perché il suo traguardo è anche un po’ nostro, se sapremo farlo fiorire: perché crea spazio, voce e futuro.

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