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Dalle fiole dell’Oltrepò Pavese

Per la nostra terza tappa di #viteincantina siamo state da Lefiole vini a Montalto Pavese, per una degustazione in terrazza vista vigne con i prodotti del territorio

Elisa e Silvia sono due sorelle. Nate e cresciute a Montalto Pavese, su una collina da cui si intravede il mare da una parte e Milano dall’altra; terza generazione di una famiglia che da sempre coltiva uve, cinque anni fa, Elisa e Silvia hanno deciso di coltivare e far crescere il sogno del nonno e hanno così creato Lefiole vini, azienda vitivinicola che oggi produce pinot grigio, pinot nero e, da quest’anno, il loro primo Metodo Classico. Un nome, in dialetto oltrepadano, che simboleggia il loro legame viscerale con questo territorio che amano alla follia. Anche se la vita le ha portate lontano, una a Milano e una sul Lago Maggiore, hanno scelto di tornare sulla loro collina a fare il vino. Così, dalla fusione dei loro nomi nasce il pinot grigio Elivià, dai nomi dei genitori, Angela ed Enzo, il pinot nero Alenè e il nuovo Metodo Classico, il primo, il cui nome è un tributo alla piccola Isabel, uno scricciolo biondo che salta tra le vigne, ultima arrivata della famiglia.

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Vera degusta Isabèl

Siamo arrivate da Elisa e Silvia la scorsa domenica mattina, un cielo che prometteva pioggia sin dalle prime luci e un’arietta fresca e leggera che portava il profumo della terra scura, ancora umida e smossa dal temporale della sera prima. Ad accoglierci, insieme alle “fiole” anche Isabel, Angela ed Enzo. Mentre Elisa iniziava a preparare l’occorrente per la nostra degustazione, Silvia ci ha accompagnato tra i filari per una visita delle loro vigne. “Quando eravamo ragazze ci piaceva aiutare papà nella vigna, trascorrevamo interi pomeriggi insieme a lui. Vedete, a quel tempo la nostra famiglia coltivava le uve e le conferiva alla Cantina Sociale. Mio nonno aveva sempre voluto iniziare a vinificare, ma non ha mai avuto modo. Io e mia sorella abbiamo deciso di prendere in mano l’azienda e di coltivare il suo sogno“.


La prima vendemmia

É proprio vero che la prima vendemmia non si scorda mai. “Risale alla mia infanzia“, racconta sempre Silvia, “Ricordo che era un periodo bellissimo perché tutto l’Oltrepò si animava e famiglie intere si riunivano per la raccolta dell’uva. Io ed Elisa eravamo molto piccole, ma già facevamo la nostra parte, con i secchielli da spiaggia e le forbicine dalla punta arrotondata, insieme a nostro padre sul trattore. Ci piaceva tantissimo dare il nostro piccolo contributo!“. E oggi? L’ultima vendemmia è stata bella, forse anche di più di quella prima, arrivata alla fine di un anno duro, il primo di pandemia, che ha messo a dura prova anche Lefiole. “Siamo nate da poco, ci siamo da subito prese cura della produzione del vino, per cui ci affianca l’enologo Guido Beltrami; della cura della vigna ancora si occupa il nostro papà, lo puoi vedere in qualsiasi stagione sul suo trattore passare tra i filari. Avevamo appena iniziato un giro di promozione quando è arrivato il Covid e lì si è fermato tutto“. Così è iniziata l’avventura di Lefiole nel mondo del digitale, con tante collaborazioni nate per avvicinare le persone grazie e attraverso il vino; l’esperienza delle degustazioni a distanza e, dallo scorso aprile, in Vite Storie di Vino e di Donne: “Il vostro progetto ci ha subito colpito e ne facciamo parte con orgoglioha scritto Silvia su LinkedIn qualche giorno dopo la nostra visita (e, a noi, è scattata la lacrimuccia!).

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Agnes felice tra i filari

La degustazione in terrazza

La degustazione da Lefiole si fa sulla terrazza della casa gialla dove sono cresciute, a Montalto Pavese. La vista, stupenda, sulle vigne, un cartello in testa a ogni filare che dichiara il vitigno in coltivazione; la cantina, dove avviene la vinificazione delle uve, sul pendio proprio di fronte. Chiediamo a Silvia ed Elisa di degustare le due annate di Elivià, contenute nel cofanetto degustazione che propongono su Vite, di assaggiare Alenè, il Pinot Nero, e con la nostra faccia tosta anche una delle selezionatissime prime bottiglie di Isabèl, il primo Metodo Classico dell’azienda, che prende il nome dalla figlia di Silvia, che ha giocato con noi per tutto il tempo in cui siamo rimaste ospiti nella casa gialla. Ad accompagnare i vini c’è la focaccia con i pomodorini preparata dal Sciur Garo, il panettiere del paese, insieme ai prodotti del territorio, il miccone, il pane di Pavia e provincia, il salame di Varzi, il formaggio della Val Staffora e la Lombata al Pinot.

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Le due differenti annate di Elivià, la differenza che fa la natura
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I prodotti dell’Oltrepò ed Elivia

I profumi e i sapori dell’Oltrepò ci riempiono il naso, la bocca e le dita. Ci confortano, con le prime gocce di pioggia che iniziano a cadere, le foglie delle viti intorno a noi che si allargano ad accoglierle. La siccità, la pandemia, non sono stati due anni facili per le artigiane dell’uva. Ammiriamo la grinta e la consapevolezza delle “fiole”, che sanno di avere un buon prodotto, perché fatto con amore e competenza, e desiderano farlo conoscere sempre di più. Salutiamo con il sorriso Elisa e Silvia, consapevoli che il nostro impegno con Vite è proprio quello di dare una mano, seppur nel nostro piccolo.

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2 thoughts on “Dalle fiole dell’Oltrepò Pavese

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